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Chiara e la sua bambola: l’importanza del gioco di ruolo

bambola

“Facciamo finta che/facciamo che” è il gioco che Chiara preferisce fare in questo periodo con la sua bambola e… con me ovviamente!

Possiamo trasformarci in innumerevoli personaggi, interpretare infiniti ruoli, trovarci nei luoghi più assurdi (dalla spiaggia all’ospedale restando nel salotto di casa nostra), avere varie età nel giro di pochissimi istanti. Per lei è semplicissimo, basta un pizzico di creatività e il gioco è fatto, ecco qualche tipica proposta di Chiara:

Mamma facciamo che…

  • io sono la mamma e tu e la bambola le mie figlie
  • io sono la sorella maggiore e tu e la bambola le sorelle minori
  • io sono la zia e tu e la bambola le mie nipotine
  • io sono la dottoressa e voi le mie pazienti
  • io sono la maestra e voi le compagne di asilo…

I famosi giochi di ruolo possono essere pericolosissimi, perché sono senza fine, l’unico limite è quello della fantasia! Chiara ha sempre con lei la sua bambola, che si chiama Micol come la sua cuginetta, giorno e notte… trattasi quindi di un gioco interminabile!

Il gioco con le bambole appartiene al filone ludico del “gioco simbolico”,  gioco libero che crea una terra di mezzo tra realtà e finzione, in cui noi e i nostri bambini possiamo assumere vari ruoli, mettere in scena vita quotidiana rielaborata attraverso le “lenti” della nostra fantasia.

Una bambola in cui il bambino possa rispecchiarsi permette di canalizzare la rabbia, la gioia, la paura, la frustrazione e perfino la gelosia; permette al bambino di rivedere nella bambola stessa, nella sua espressione, le stesse cose che prova lui.

Il gioco simbolico è un’attività formativa che avviene grazie all’interazione tra adulto e bambino, quindi aimè siamo ancora fondamentali: l’adulto aiuta il bambino fino a quando non ha appreso specifiche abilità che gli permetteranno di essere autonomo… speriamo arrivi presto quel momento!

Giocare con le bambole ha tanti vantaggi, li aiuta ad esempio a:

  • appropriarsi della propria autogestione emotiva, cioè la capacità di gestire il turbinio di emozioni che provano (tendono infatti a riprodurre con le bambole ciò che accade a loro durante la loro giornata);
  • esorcizzare le paure e debolezze (interpretando il ruolo del cattivo i bambini esorcizzano la rabbia);
  • sviluppare la creatività e la fantasia;
  • stimolare la relazione con gli altri, perché quando si gioca a“facciamo finta che” ognuno interpreta un ruolo, impara a gestirlo e ad interagire con gli altri personaggi.

E’ difficile  scegliere la bambola giusta, ce ne sono così tante, di materiali diversi e usi vari, credo che non esista la bambola perfetta, esiste la “bambola giusta per il momento giusto” (dipende dall’età del bambino, da cosa desidera fargli fare…). Quella di cui Chiara è innamorata in questo periodo (Micol) è una Gotz, bambola tedesca, con espressione neutra (in modo che possa accompagnare il bambino attraverso tutti i suoi stati d’animo), dall’aspetto naturale, come gli occhi che si chiudono, dettaglio fondamentale!

Noi l’abbiamo comprata da Bubu7te, negozio romano fornitissimo, dove ci sono bambole Gots differenti per taglia, colore di capelli e di occhi e per abbigliamento, con accessori di ogni tipo! Sono bambole di alta qualità dei materiali e della lavorazione, realizzate secondo le norme di sicurezza europee della EN71, in vinile privo di composti azoici e di ftalati.

Lo so che per noi adulti non è semplice giocare con le bambole, perché con il passare degli anni disimpariamo a farlo, ma sappiate che fa bene anche a noi, quindi care mamme e papà buona riscoperta dei vostri bambini interiori!

 

 

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